L’Indonesia è un paese in grande crescita, caratterizzato da un mercato molto dinamico, dalle alte potenzialità per le imprese straniere. Per essere certi di gestire in modo corretto i propri crediti è fondamentale conoscere le regole locali, le procedure previste dalla legge e le buone pratiche da seguire. Questa guida pratica offre una panoramica chiara e pratica sugli strumenti disponibili per i creditori stranieri che intendano intraprendere azioni di recupero crediti in Indonesia.
Guida pratica al recupero del credito in Indonesia
Esiste un importo minimo per avviare un'azione legale per il recupero crediti in Indonesia?
Le leggi indonesiane non stabiliscono un importo o un valore minimo che deve essere dovuto da un debitore. Tuttavia, in alcuni casi, può essere applicato il meccanismo gugatan sederhana (azione legale semplificata), specificamente concepito per le cause civili di valore fino a 500 milioni di IDR o 30.000 USD, escluse le controversie relative a terreni e ambiente (articolo 1, punto 1, e articolo 3 del regolamento della Corte Suprema n. 2 del 2015, modificato dal regolamento della Corte Suprema n. 4 del 2019).
Per quanto riguarda la richiesta di fallimento, esiste un requisito minimo prima che il creditore possa presentare istanza di fallimento nei confronti del debitore. La richiesta di fallimento deve essere presentata da almeno 2 (due) creditori, di cui almeno uno con un credito esigibile e pagabile (articolo 2, paragrafo 1, della legge n. 37 del 2004 sul fallimento).
Quali sono le azioni legali disponibili per recuperare un credito in Indonesia?
La differenza tra una causa civile ordinaria e una causa semplice con un valore massimo di 500 milioni di IDR o 30.000 USD è che una causa semplice deve essere risolta entro un massimo di 25 giorni lavorativi e non può essere impugnata. Una causa civile ordinaria, invece, non ha limiti di valore e segue l'intero iter giudiziario, compresi il ricorso in appello e la cassazione.
È obbligatorio inviare una lettera di diffida da parte di un avvocato prima di intraprendere un'azione per recuperare un credito in Indonesia?
Dal punto di vista procedurale, è obbligatorio inviare almeno 1 (una) lettera di diffida o fino a 2 (due) lettere di diffida prima di decidere di intraprendere ulteriori azioni legali. Ciò serve a dimostrare che il debitore è stato informato dei propri obblighi e non ha risposto alle richieste del creditore, dimostrando quindi la malafede del debitore. La condizione per la lettera di diffida è applicabile principalmente alle cause civili e fallimentari.
Sebbene l'obbligo di inviare lettere di diffida non sia codificato nel Codice Civile e/o nel Codice di Procedura Civile dell'Indonesia, nella pratica ci sono stati casi in cui la Corte Suprema indonesiana ha stabilito che la lettera di diffida è obbligatoria. Ad esempio, nella sentenza della Corte Suprema n. 17 K/Sip/1956, che ha stabilito che la causa è inammissibile in quanto il convenuto non è stato avvertito in anticipo dall'attore.
Quali sono le migliori pratiche che i creditori possono adottare per aumentare le possibilità di recupero del credito?
Prima di intraprendere un'azione legale, è importante che il creditore identifichi innanzitutto dove si trovano i beni del debitore. Senza questa informazione, anche se la causa ha esito positivo, l'esecuzione della sentenza sarà difficile, poiché la decisione del tribunale deve essere eseguita sui beni effettivi del debitore.
Un creditore dovrebbe informarsi sulla situazione patrimoniale del debitore prima di stipulare un accordo. In particolare, il nome e l'indirizzo sono informazioni particolarmente importanti per identificare le fasi procedurali (quando sorge la controversia) dell'invio di lettere di diffida e dove presentare la causa. In generale, qualsiasi causa deve contenere il nome corretto della persona fisica/giuridica interessata e deve essere intentata presso i tribunali situati nel domicilio del debitore. Ad esempio, se il debitore vive a Giacarta, la causa deve essere intentata a Giacarta e non può essere intentata in altre città. Un'eccezione a questa regola si verifica se il debito riguarda un diritto immobiliare, nel qual caso la causa deve essere intentata presso un tribunale situato nel luogo in cui si trova la cosa oggetto di causa.
Come può un creditore straniero avviare una procedura di recupero crediti internazionale in Indonesia?
La legge indonesiana non discrimina né favorisce i diritti di un creditore straniero in Indonesia, che dovrà seguire la stessa procedura di un creditore indonesiano. Un creditore straniero può intentare una causa contro il debitore presso il tribunale del luogo in cui il debitore è domiciliato. Ad esempio, se il debitore è domiciliato a Giacarta Centrale, il creditore straniero deve intentare la causa presso un tribunale di Giacarta Centrale.
Quali documenti sono necessari per il recupero crediti in Indonesia?
Quando si inviano lettere di diffida a un debitore, è buona norma fornire il contratto sottostante che stabilisce i termini del debito come primo documento di riferimento. Sono necessarie anche le prove che attestano la natura del debito, come le prove dei trasferimenti/consegne e i documenti transazionali.
Questi documenti potrebbero anche essere utilizzati in seguito come prove dinanzi ai tribunali qualora il creditore decidesse di intraprendere ulteriori azioni legali. I creditori devono inoltre fornire copie delle loro lettere di diffida ai tribunali per dimostrare di aver adempiuto ai requisiti procedurali prima di intentare la causa.
Cosa succede dopo la prima richiesta di pagamento?
Se la prima richiesta non ottiene risposta, è buona norma procedere con una seconda richiesta. In pratica, ciò avviene tramite lettere di diffida come menzionato sopra. In pratica, un debitore può tentare di negoziare i termini di pagamento, ad esempio tramite rate o richiedendo una proroga; ciò è più soggetto alle considerazioni del creditore, che può decidere se accettarli o rifiutarli.
Quando è possibile adottare misure provvisorie per garantire un credito in Indonesia?
In pratica, le leggi indonesiane non riconoscono misure cautelari fino a quando non è stato avviato un procedimento legale nei rispettivi tribunali. Ciò significa che misure cautelari come il sequestro/la confisca di beni non possono essere adottate fino a quando un individuo non avvia un'azione legale dinanzi a un tribunale.
Nel caso di procedimenti civili, un creditore può richiedere il sequestro conservativo dei beni del debitore prima che sia emessa una sentenza del tribunale. La richiesta di sequestro conservativo viene presentata prima o durante il processo di esame della causa e può essere presentata come parte della richiesta iniziale di causa da parte dell'attore, mentre il convenuto può presentare la propria richiesta nella sua replica (replik) o nella sua domanda riconvenzionale.