Il recupero dei crediti insoluti in Italia può essere complesso, specialmente per le aziende che non hanno familiarità con il sistema giuridico. Tuttavia, comprendere le procedure disponibili, i costi e i requisiti legali può aumentare significativamente le possibilità di successo. Questa guida illustra come funziona il recupero crediti in Italia, quali rimedi legali sono disponibili e come scegliere la strategia più adatta alla propria situazione.
Guida pratica al recupero del credito in Italia
È opportuno intraprendere un'azione legale?
La legge italiana non impone un valore minimo per intraprendere un'azione legale per recuperare un credito. Ciò significa che è possibile tentare legalmente di recuperare anche importi di modesta entità.
Anche se le spese legali e i costi sono inferiori a quelli di molti paesi occidentali dell'UE, dal punto di vista commerciale, intentare un'azione legale per debiti di modesto valore spesso non è conveniente. Le spese legali, le spese processuali e gli onorari degli avvocati possono superare il valore del credito se l'importo è troppo basso. In pratica, i debiti inferiori a 2.500,00 euro sono solitamente gestiti meglio attraverso la negoziazione, la transazione o la cancellazione interna piuttosto che con un procedimento giudiziario.
Quale tribunale è competente?
Il valore del credito determina quale tribunale è competente:
- Fino a 5.000,00 euro: Giudice di pace
- Oltre 5.000,00 euro: Tribunale civile ordinario (Tribunale)
Il procedimento ingiuntivo: il modo più rapido per recuperare un credito
Si tratta di uno strumento utile da prendere in considerazione, poiché è rapido ed efficace. Quanto è rapido? Dipende dal tribunale e dal carico di lavoro del giudice assegnato al caso, ma in termini generali si dovrebbe essere in grado di ottenere il decreto entro poche settimane dalla presentazione (in formato telematico) del ricorso per decreto ingiuntivo.
Quando è possibile utilizzarlo?
Un'ingiunzione di pagamento può essere richiesta quando il credito è certo, liquido ed esigibile e si dispone di prove scritte del credito. Esempi di prove a support del credito includono contratti firmati, fatture e documenti di consegna, cambiali o assegni, o corrispondenza che riconosce il credito. Se queste condizioni sono soddisfatte, il tribunale ordina al debitore di pagare entro 40 giorni dalla notifica dell'ingiunzione.
Cosa succede se il debitore si oppone?
Se il debitore presenta un'opposizione, il caso diventa una causa ordinaria e sarà regolato dalle norme del rito ordinario. Se non viene presentata alcuna opposizione, il creditore può richiedere una dichiarazione di esecutività e quindi passare direttamente all'esecuzione.
Procedimenti giudiziari ordinari
Se le prove scritte sono insufficienti o l'importo non è chiaramente definito, è necessario procedere all’avvio di una causa ordinaria. Ciò richiede più tempo, è più complesso e più costoso, poiché l'azione viene avviata con un atto di citazione e la procedura prevede una serie di udienze (di persona o online), a seconda della complessità del caso e delle difese presentate dal convenuto.
In alcuni casi, prima di adire il tribunale può essere richiesta una mediazione obbligatoria. Il mancato rispetto di tale obbligo può comportare l'archiviazione del procedimento.
L'importanza di una lettera di richiesta da parte di un avvocato
Sebbene non sia richiesto dalla legge, si raccomanda vivamente di inviare una diffida formale tramite avvocato prima di avviare un procedimento legale. La diffida deve indicare chiaramente l'importo dovuto, fissare un termine di pagamento e avvertire che, in caso di mancato pagamento entro tale termine, saranno avviate azioni legali.
La richiesta stragiudiziale è importante anche come documento durante il procedimento legale, per dimostrare che il creditore ha fatto tutto il possibile per ottenere il pagamento del debito: questo sarà preso in considerazione dal giudice al momento di decidere sulla ripartizione delle spese legali.
Infine, la richiesta di pagamento con lettera dell'avvocato (se indirizzata a una società, viene generalmente inviata con posta elettronica certificata - PEC) interrompe la prescrizione del credito, che secondo la legge italiana è di 10 anni.
Azione esecutiva
Se il debitore non paga dopo l’ottenimento di un titolo esecutivo (sia che si tratti di un decreto ingiuntivo non opposto dal debitore, sia che si tratti di una sentenza al termine di un procedimento ordinario), l'esecuzione può comprendere il pignoramento dei conti bancari, il pignoramento dello stipendio, il sequestro conservativo dei beni (se sussiste un rischio comprovato che il debitore riduca le garanzie del credito).