Recupero crediti all’estero

14 Settembre 2025

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Credito insoluto all’estero: che fare?

Il recupero crediti all’estero è una necessità sempre più comune per imprese e professionisti italiani che operano nei mercati internazionali. Le differenze tra i vari ordinamenti giuridici e le procedure per il riconoscimento delle sentenze italiane all’estero possono rendere complesso il recupero del credito: vediamo quali sono le principali azioni sia nei confronti di debitori con sede all’interno dell’Unione Europea sia nel caso in cui si renda necessario recuperare crediti in Paesi extra UE.

Come reperire le informazioni su un debitore straniero

La prima cosa è quella di cercare informazioni aggiornate sulla società debitrice. È ancora attiva? È entrata in una procedura di insolvenza? Sono intercorsi cambiamenti significativi nell’organizzazione aziendale? Il modo migliore per ottenere questi dati è quello di accadere a registri pubblici simili a quello delle Camera di Commercio in Italia, che a seconda dei paesi possono dare accesso a molte informazioni utili ed aggiornate.

Come farlo? Una risorsa efficace per iniziare la ricerca è questa guida online di Legalmondo, i cui risultati possono poi essere approfonditi e discussi con un legale esperto del paese in cui ha sede il debitore.

Questo primo passaggio consente di decidere come procedere, a seconda dei casi: se il debitore è fallito si può portare il credito a perdita e/o valutare un’insinuazione al passivo, se la società versa in cattive acque si può considerare un’azione giudiziaria rapida o anche il ricorso a misure cautelari urgenti, se non ci sono segnali di irregolarità o difficoltà economiche, si può dare impulso all’azione di recupero con gli strumenti più adatti alla singola posizione.

Prescrizione del credito nei confronti di un debitore all’estero

Un altro elemento da verificare preliminarmente è il termine di prescrizione del credito, che dipende dalla legge applicabile al contratto. Nel caso della legge italiana il termine di prescrizione generale per crediti contrattuali è di 10 anni, ma il termine varia a seconda della normativa dei diversi paesi, così come sono diverse le modalità di interruzione della prescrizione: in alcuni casi è sufficiente una richiesta scritta, in altri è necessario iniziare un’azione giudiziaria.  Per un approfondimento, rimandiamo alle informazioni pratiche sul nostro sito, cercando il paese di interesse qui.

La fase stragiudiziale del recupero del credito all’estero

Una volta ottenuti i dati sul debitore, spesso la prima mossa nell’azione di recupero del credito è quella di inviare una lettera di diffida da parte di uno studio legale.

Questa fase si chiama stragiudiziale o extra-giudiziale perché coinvolge (generalmente) un avvocato, ma è preliminare all’avvio del contenzioso in tribunale.

Anche in questo caso, visto che ci muoviamo all’estero, è bene sapere che questo passaggio in certi paesi è opzionale, mentre secondo la normativa di altri stati l’invio della richiesta formale è obbligatorio, con diverse conseguenze più o meno importanti in caso di mancato assolvimento di questo step. Per un approfondimento, rimandiamo alle Informazioni Pratiche relative al paese di interesse.

L’obiettivo di questa lettera, anche se non obbligatoria secondo la normativa di molti paesi, è aumentare la pressione sul debitore, passando dai solleciti inviatati direttamente dal creditore, che non hanno sortito effetto, ad una richiesta che preannuncia una conseguenza (l’azione legale) in caso di mancato pagamento entro un breve termine, inviata dal soggetto che ha il potere di iniziare l’azione giudiziaria e che ha ricevuto incarico a tal fine.

In un panorama molto diverso da paese a paese, se si vuole portare a casa il risultato, o quanto meno fare il meglio per ottenerlo, questo passaggio va curato con grande attenzione. Non è lo stesso rivolgersi ad una delle tante agenzie che si occupano di recupero del credito all’estero, incaricare un avvocato locale oppure scegliere di dare incarico ad un legale del paese in cui ha sede il debitore.

Meglio rivolgersi ad un avvocato italiano o straniero?

Il recupero crediti internazionale richiede conoscenze specialistiche, essendo necessario conoscere le normative e la giurisprudenza dei diversi paesi per poter identificare la procedura più rapida ed efficace in base al Paese del debitore.

In base alle circostanze, il legale consiglierà l’imprenditore se agire in Italia o nel paese in cui ha sede il debitore e quali siano i procedimenti processuali che garantiscono la maggiore rapidità, economicità ed efficacia.

La scelta tra un avvocato italiano e uno studio legale straniero, quando si tratta di recuperare un credito all’estero, è spesso motivata da due fattori:

  • il creditore può preferire un avvocato italiano per la familiarità linguistica e personale, o per evitare le difficoltà legate alla selezione di un legale in un Paese straniero.
  • i costi degli studi legali esteri sono spesso molto più elevati rispetto a quelli nazionali.

Tuttavia, queste considerazioni devono essere bilanciate con l’efficacia concreta dell’azione intrapresa: una lettera con diffida di pagamento inviata da uno studio italiano a un debitore straniero ha infatti un impatto spesso limitato. Più lontano è il debitore, meno incisivo il risultato. Si pensi, ad esempio, a una diffida di pagamento inviata da un avvocato italiano a un’impresa cinese: nella maggior parte dei casi il debitore non la percepirà come un concreto pericolo di azione giudiziaria in caso di mancato pagamento.

Al contrario, la stessa lettera inviata da un avvocato del Paese in cui ha sede il debitore, nella lingua del paese  (tornando all’esempio precedente, in cinese)  viene percepita come più seria, vicina e immediatamente collegata ad una possibile azione giudiziaria in caso di mancato pagamento. Il ragionamento è il seguente: se il mio creditore italiano si è rivolto a uno studio di Shanghai, probabilmente ha intenzione di andare fino in fondo e farmi causa se non pagherò il debito entro il termine intimato nella lettera.

Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, il coinvolgimento di un legale del paese in cui ha sede il debitore rappresenta la soluzione più efficace per ottenere il pagamento in fase stragiudiziale o – in caso di mancato esito della diffida – per avviare un’azione di recupero con maggiori possibilità di successo.

Come recuperare un credito insoluto all’estero in via giudiziaria

Azione legale nei confronti di un debitore con sede nell’Unione Europea

L’UE rappresenta uno spazio giuridico unico, in cui è previsto il riconoscimento reciproco automatico delle decisioni giudiziarie. Ciò significa che una sentenza italiana o un decreto ingiuntivo possono essere eseguiti direttamente in un altro Paese membro, senza ulteriori procedure di omologazione o riconoscimento.

Gli strumenti principali per il recupero crediti internazionale in UE sono:

  • Decreto ingiuntivo o sentenza italiana: una volta esecutivi, possono essere immediatamente riconosciuti ed eseguiti in un altro Paese UE.
  • Decreto ingiuntivo europeo: procedura uniforme e semplificata, valida in tutti gli Stati membri, finalizzata al recupero di crediti transfrontalieri non contestati.
  • Ordinanza europea di sequestro conservativo dei conti bancari (OESC): introdotta dal Regolamento UE n. 655/2014, permette di bloccare i fondi del debitore presenti in conti correnti aperti in qualunque Stato membro, senza preavviso.
  • Azione giudiziaria nello Stato del debitore: tramite procedimenti ordinari o semplificati, nel caso in cui sia più rapida ed efficace l’azione diretta nel paese del debitore

Azione legale nei confronti di un debitore con sede in un paese extra-UE

Fuori dall’Unione Europea non esiste un sistema uniforme di circolazione delle sentenze. In questo caso il riconoscimento delle decisioni italiane all’estero dipende da:

  • Trattati bilaterali firmati dall’Italia con alcuni Paesi extra-UE, che prevedono il reciproco riconoscimento delle sentenze civili e commerciali.
  • Normativa locale del Paese in cui si intende agire: in assenza di accordi, sarà necessario ricorrere a una procedura di exequatur o omologazione secondo le leggi nazionali.

A differenza di quanto accade all’interno dell’UE, dunque, il riconoscimento di una sentenza italiana in un paese straniero può essere molto difficile e costoso, o in alcuni casi, di fatto, impossibile. È quindi fondamentale scegliere in modo consapevole, nel contratto, la modalità di risoluzione delle controversie e quale giudice (o arbitro) sarà competente per deciderle.

Contratto internazionale: la clausola di scelta del foro competente

Quando ci si può rivolgere al giudice italiano e quando è necessario (o preferibile) rivolgersi a quello straniero? Per rispondere a questa domanda occorre identificare quale giudice (Italiano o quello del paese in cui ha sede il debitore, oppure entrambi) abbia giurisdizione.  Ciò è agevole nel caso in cui esista nel contratto una clausola attributiva della giurisdizione ad un certo foro, mentre nel caso in cui manchi un contratto scritto o nel contratto non sia previsto un patto sulla giurisdizione, è necessario ricorrere alle norme che disciplinano la giurisdizione in caso di rapporti commerciali internazionali: nel caso dell’Italia si tratta principalmente del Regolamento (UE) n. 1215/2012 (“Bruxelles I bis”).

La previsione di una clausola sul foro competente (italiano o straniero) è certamente consigliabile e va presa con l’ausilio di un avvocato specializzato, evitando di adottare la stessa previsione per tutti i contratti di vendita all’estero e valutando invece, caso per caso, quale sia il giudice più adatto per risolvere le controversie nascenti dallo specifico contratto.

Può anche essere opportuno, in certi casi, scegliere come modalità di risoluzione delle controversie l’arbitrato.

Quando prevedere una clausola arbitrale in un contratto internazionale

L’arbitrato è un metodo alternativo di risoluzione delle controversie attraverso il quale le parti, anziché rivolgersi ai tribunali ordinari, affidano la decisione della lite a uno o più arbitri, scelti di comune accordo o nominati secondo le regole di un’istituzione arbitrale. La decisione finale, detta lodo arbitrale, ha valore vincolante e può essere riconosciuta ed eseguita al pari di una sentenza.

Rispetto alla giurisdizione ordinaria, l’arbitrato si caratterizza per:

  • Maggiore flessibilità: le parti possono scegliere le regole procedurali, la sede e la lingua del procedimento.
  • Specializzazione: gli arbitri sono spesso esperti nella materia oggetto della controversia (es. diritto commerciale internazionale, appalti, contratti).
  • Riservatezza: a differenza dei processi ordinari, gli arbitrati si svolgono in via confidenziale.
  • Rapidità: i tempi sono generalmente più brevi rispetto alla giustizia statale, anche se i costi possono essere più elevati.

In sintesi, mentre la giurisdizione ordinaria è pubblica, rigida e garantita dallo Stato, l’arbitrato offre uno strumento più flessibile e specializzato, particolarmente apprezzato nei rapporti commerciali internazionali.

Uno dei vantaggi dell’arbitrato rispetto al contenzioso ordinario è la possibilità di ottenere un lodo arbitrale che, grazie alla Convenzione di New York del 1958, può essere riconosciuto ed eseguito in modo automatico oltre 160 Paesi. Questo rende l’arbitrato internazionale particolarmente efficace per le imprese che operano all’estero, garantendo la possibilità di eseguire la decisione anche in paesi nei quali sarebbe molto difficile, se non impossibile, ottenere il riconoscimento di una sentenza straniera.

La scelta tra giurisdizione statale ed arbitrato, dunque, può avere importanti conseguenze sull’effettiva possibilità di recuperare un credito all’estero; si tratta di una scelta, per questo motivo, che va fatta caso per caso, considerando diversi fattori.

Ecco una tabella che riassume alcuni degli elementi da considerare:

Arbitrato vs Giurisdizione ordinaria

Aspetto Arbitrato Giurisdizione ordinaria
Chi decide Uno o più arbitri, scelti dalle parti o da un’istituzione arbitrale Giudici statali nominati secondo la legge nazionale
Durata media Più rapida (generalmente 12-24 mesi) Varia a seconda del paese, spesso più lunga (
Costi Di solito più elevati (onorari degli arbitri + costi procedurali) Generalmente inferiori, salvo casi particolari (es. USA).
Flessibilità Massima: le parti scelgono sede, lingua, regole procedurali Limitata: regole fissate dalla legge processuale nazionale
Riservatezza Procedura confidenziale Procedimenti pubblici
Efficacia internazionale Lodi arbitrali riconosciuti in oltre 160 Paesi grazie alla Convenzione di New York (1958) Sentenze riconosciute solo nell’UE (Reg. Bruxelles I bis) o tramite trattati bilaterali
Possibilità di appello Generalmente esclusa o molto limitata Ampia: sentenza appellabile nei vari gradi di giudizio

 

Chi sono gli avvocati di Ursusnetwork

I nostri avvocati sono specializzati nell’assistere le imprese che fanno affari all’estero e hanno una solida esperienza in materia di tutela e recupero del credito all’estero.  Oggi siamo presenti in 62 paesi e lavoriamo grazie ad una piattaforma online che consente la massima sicurezza, riservatezza e rapidità  (sia in via stragiudiziale che giudiziale), contenendo i costi e aumentando l’efficacia delle azioni.

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